Vincenzo Salvagnoli
Oratore brillante, insigne avvocato, politico sensibile, Vincenzo Salvagnoli nato a Empoli (Firenze) il 28 marzo 1802, fu tra gli intellettuali che dettero vita a quell’esperienza unica e irripetibile del Gabinetto Vieusseux. La sua eloquenza e la sua vivacità di ingegno ne fecero uno dei punti di riferimento degli incontri settimanali che si tenevano a Firenze nelle sale di Palazzo Buondelmonti. Laureatosi in Giurisprudenza all’Università di Pisa, divenne avvocato nel 1826. Del 1827 è l’iscrizione all’Accademia dei Georgofili, esperienza che affina la sua già sviluppatissima capacità oratoria. Memorabili a questo riguardo i discorsi sulla Mezzeria Toscana e sulla Teoria dei capitali. Ritenuto dalla polizia granducale un “liberale pericoloso” fu imprigionato nella Fortezza Vecchia di Livorno per un mese nel 1833. Una volta tornato a Firenze, riprese con maggiore alacrità la professione di avvocato che esercitò ininterrottamente fino al 1847. Avvocato, giornalista, deputato del Parlamento granducale, Salvagnaoli fu una figura centrale del Risorgimento italiano. Intrattenne significativi rapporti epistolari con personaggi di spicco come Gino Capponi, Cavour e Stendhal, conosciuto durante uno dei suoi molteplici viaggi parigini. Nominato senatore il 12 marzo 1860, morì a Pisa, dove si era ritirato fiaccato dai molteplici impegni politici e intellettuali, il 21 marzo 1861, due giorni dopo la proclamazione del regno d’Italia.
di Vincenzo Salvagnoli