Folgóre da San Gimignano

Il poeta Folgóre da San Gimignano, pseudonimo di Giacomo di Michele o Jacopo di Michele secondo fonti diverse (San Gimignano, 1270–1332), celebrò scene di caccia, giostre e conviti della ricca borghesia cittadina. Il suo nome significa fulgore, splendore. Poco si sa della sua vita, eccetto che combatté come fante, e successivamente come cavaliere, al servizio del comune natale. A lui vengono attribuiti trentadue sonetti composti tra il 1308 e il 1316 circa. Molto conosciute sono in particolare due corone di sonetti dedicate ai giorni della settimana e ai mesi dell’anno. Esse derivano dal genere provenzale del plazer, un componimento che elenca una serie di situazioni piacevoli nell’ambito laico e mondano. L’elenco, inquadrato nell’ambito di un calendario giornaliero o mensile, celebra le gioie della vita cortese. La corona “dei mesi” è composta da quattordici poesie rivolte a una brigata nobile con auguri di gioie e divertimenti. La corona “della settimana” consiste in otto sonetti ove si consiglia di partecipare alle feste e ai tornei nonché di praticare la caccia. Oltre a dei sonetti politici antighibellini, ci è pervenuta parte di un’altra corona dedicata alle virtù che un cavaliere deve coltivare.
I sonetti sui mesi furono così celebri da ispirare la parodia di Cenne de la Chitarra, che elencò le “noie” secondo lo schema provenzale noto come enueg, contrapposto al plazer.

di Folgóre da San Gimignano