Eugenio Bruschi
Nacque ottantadue anni fa a Badia a Ripoli, figlio di Gino, impiegato di banca che ebbe gravi traversie di lavoro per la sua militanza antifascista. Nel 1949, al diploma di ragioniere, suo padre gli regalò una vespa usata: fu l’inizio dei viaggi. Andò e tornò da Amburgo in vespa. Nel ’50, per l’Anno Santo, andò a Roma in bicicletta. Studiò all’università Economia e commercio, lavorando per un breve periodo in una ditta di tessuti di un cugino. Un amico americano lo introdusse nel mondo dell’avanspettacolo, ma dopo una puntata a Beirut decise che la vita dell’impresario non era adatta per lui. È a quel punto che Eugenio Bruschi (in arte Geo) scopre la sua vocazione all’imprenditoria, tanto da diventare poi, dopo non poche avventure, un imprenditore assai fortunato. Costituì una società con due amici per fabbricare lumi da tavolo e ne diventò socio ma alla fine ne fu liquidato. Allora decise di far la concorrenza all’ex socio e la spuntò. Cominciò quindi a fabbricare lui lumi da tavolo. Aveva allora meno di trent’anni e lavorava dalle sette del mattino a mezzanotte. La sua ditta si chiamava Bruschi spa, la cui nuova sede finì sott’acqua con l’alluvione di Firenze. Intanto nel 1959 si sposa con la sua Lalla, che purtroppo lo ha lasciato da diversi anni. Risorta dall’alluvione, la ditta diventa importante e internazionale. Oggi, affidata la gestione al figlio Stefano, continua come decisivo manager per la parte economico-finanziaria. È stato insignito dal Comune di Bagno a Ripoli del Fiorino d’argento.
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