Mario Tobino

Mario Tobino nasce a Viareggio nel 1910.
Dopo il ginnasio, per tenere a freno la sua esuberanza e la sua insofferenza agli studi, i genitori lo mandano in collegio per un anno. Tornato a casa, inizia gli studi liceali a Massa, ma la maturità la ottiene da privatista a Pisa. Il giovane, dal carattere volitivo e insofferente, con una propensione agli studi umanistici legata a un forte desiderio di aiutare il prossimo malato, decide di iscriversi a medicina: si laurea nel 1936 all’Università di Bologna. Contemporaneamente agli studi si dedica all’attività letteraria, pubblicando alcuni scritti su riviste aperte ai contributi dei giovani letterati, e nel 1934, con il consenso positivo della critica, pubblica Poesie, la sua prima raccolta in versi.
Dopo la laurea assolve il servizio militare, prima a Firenze, poi a Merano come ufficiale medico. Specializzatosi poi in neurologia, psichiatria e medicina legale, inizia a lavorare all’ospedale psichiatrico di Ancona. Allo scoppio della II guerra mondiale viene richiamato e inviato sul fronte libico dove rimane fino al 1942: questa esperienza è raccontata nel romanzo Il deserto della Libia (1952) da cui son stati tratti due film: Scemo di guerra di Dino Risi e Le rose del deserto di Mario Monicelli.
Rientrato in Italia, riprende a lavorare in ospedali psichiatrici, passando definitivamente a quello di Maggiano, in provincia di Lucca. Nel 1943 partecipa attivamente alla Resistenza contro i nazifascisti in Toscana, e dalle vicende di lotta partigiana e fratricida prende spunto per scrivere il romanzo Il clandestino. Nel dopoguerra, Tobino si dedica interamente alle sofferenze dei malati di mente, e contemporaneamente prosegue la sua attività di scrittore, raggiungendo una notorietà sempre più vasta e riconoscimenti numerosi.
Muore ad Agrigento l’11 dicembre del 1991.

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