Léon Blum

Léon Blum nasce il 9 aprile 1872 a Parigi. Nel 1890 entra all’École normale supérieure, ma è espulso alla fine del primo anno, non essendo riuscito a superare l’esame. Indeciso tra giurisprudenza e letteratura, si iscrive alla Sorbona a entrambi i corsi di laurea, avendo in mente una carriera nel settore pubblico. Si laurea in lettere nel 1891 e in giurisprudenza nel 1894. Léon Blum è ammesso, alla sua seconda domanda, al Consiglio di Stato all’età di 25 anni, dove diviene praticante nel dicembre 1895 e vi compie una brillante carriera durante quasi 25 anni, interrotta soltanto dalle funzioni di capo di gabinetto di Marcel Sembat, ministro socialista dei Lavori Pubblici nel 1916, nel governo Viviani.
Léon Blum inizia la propria militanza politica alla Sezione Francese dell’Internazionale Operaia (SFIO). In compagnia di Jaurès, nel 1904 partecipa alla fondazione de «L’Humanité». Alla morte di Jaurès, ucciso da un fanatico nell’agosto 1914, Blum ne raccoglie l’importante eredità ideologica, ma è soprattutto lo scoppio della prima guerra mondiale che lo spinge a entrare in politica.
In seguito è eletto segretario del partito e poi presidente del gruppo parlamentare socialista.
Tra i socialisti, a livello internazionale, si delineano due grandi tendenze di lotta contro il fascismo. Da una parte una frangia più a destra – incarnata dagli inglesi, gli scandinavi, i cechi e i polacchi – che vule adattare il socialismo alla classe media; e dall’altra parte una tendenza di sinistra – costituita dagli italiani, gli svizzeri, i francesi e i belgi – che propone “una tattica rivoluzionaria di lotta proletaria per la conquista del potere”. Blum prevede anche di insistere sugli interessi comuni tra le classi medie e le classi operaie. Nell’aprile 1936, gli accordi del Fronte popolare permettono la vittoria alle elezioni legislative e portano al primo governo a maggioranza socialista della Terza Repubblica. Blum diviene Presidente del Consiglio a partire da giugno. L’arrivo di Blum al potere scatena anche un’ondata di antisemitismo di grande portata. Egli è odiato e ingiuriato come raramente succederà nella politica francese, sebbene molto agitata. Blum presenta le dimissioni nel giugno 1937 e il suo governo è sostituito da uno a guida radicale.
Léon Blum guiderà poi l’ultimo governo provvisorio prima dell’inizio della Quarta Repubblica, dal dicembre 1946 al gennaio 1947. Si ritira infine a Jouy-en-Josas, vicino Versailles, dove muore il 30 marzo 1950 di infarto all’età di 77 anni. Rimane direttore politico del «Populaire» fino alla fine.

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