Sergio Nardoni De’ Nardi

Sergio Nardoni lavora a Firenze, dove è nato nel 1947. Talento precoce, disegna fin da bambino e nonostante la famiglia lo volesse continuatore nella conduzione della piccola azienda paterna, si iscrive all’Accademia, dopo studi assai disordinati e la pratica di molti mestieri. Allievo di Loffredo e Manfredi risente inizialmente del clima concettuale che comincia a diffondersi in Italia alla fine degli anni Settanta, ma è subito attratto da altre esperienze. Conosce Bueno, frequenta Annigoni, che in occasione della sua prima mostra, tra l’altro gli scrive: “… Vedo evidenti, nel Suo operare, un impegno e una tenacia particolari che lo porteranno lontano…”. Intanto l’incontro e l’amicizia con Mariuccia Carena, la vedova del grande Felice Carena, lo immette nell’ambiente artistico toscano e versiliese (Treccani, Faraoni, De Grada). La facoltà di lettere che frequenta con maestri come Del Bravo e Mina Gregari completa la sua sete di conoscenza artistica e la sua assidua riflessione sulla storia della pittura. Infine prende a insegnare, prima nella scuola media poi nella sede fiorentina della Rutgers University. Lasciata anche la scuola, si dedica esclusivamente alla pittura. Tra le numerose mostre nazionali e internazionali si ricorda “Ab Antiquo” nella Sala d’Arme di Palazzo Vecchio a Firenze nel 1986, in occasione delle celebrazioni per “Firenze Capitale della Cultura Europea” e la sua partecipazione, nella sala dedicata al gruppo dei “Pittori moderni della Realtà”, alla mostra curata da Renato Barilli “Firenze per l’Arte Contemporanea” al Forte Belvedere sempre a Firenze. Nel 1996 viene allestita una sua personale all’Art Expo di New York e nel 1998 una rassegna delle sue opere viene organizzata a Malta, presentata personalmente del Presidente delle Repubblica maltese. Sue opere si trovano nel Museo Nazionale del Bargello a Firenze, nelle Collezioni Pontificie della Città del Vaticano e nel costituendo Museo d’Arte Contemporanea del Comune di Firenze. Nel 2002 ha realizzato un importante ciclo pittorico sull’arcone absidale del quattrocentesco Duomo di San Miniato (PI).

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