Egnazio Danti
Egnazio Danti (il cui vero nome era Pellegrino Ranaldi), nacque a Perugia nel 1536 e morì ad Alatri nel 1586. Il padre era un architetto di un certo nome mentre i due fratelli, Girolamo e Vincenzo, esercitarono la pittura e la scultura. Egnazio, divenuto domenicano, si occupò d’astronomia, matematica, cosmografia, pittura e architettura. Ebbe da Cosimo I de’ Medici la carica di Cosmografo granducale, ed elaborò le mappe che decorano la Sala delle Carte di Palazzo Vecchio. Ebbe un’intensa attività di ideatore di strumenti scientifici, di autore di testi molto diffusi sulla fabbricazione e uso dell’astrolabio e di astronomia. Nel 1571 gli fu assegnata la cattedra di matematica presso lo Studio fiorentino. Fu abilissimo costruttore di strumenti astronomici, in particolare di Astrolabi e planisferi. Suo è il quadrante astronomico sulla facciata di Santa Maria Novella con otto orologi solari ed un’armilla equinoziale. Il padre generale dell’ordine lo trasferì a Bologna nel 1575 e l’anno successivo divenne professore di matematica nello Studio. Una delle sue opere più apprezzate di quel periodo fu la meridiana di S. Petronio che, decenni dopo, fu sostituita da quella del Cassini. Fu chiamato in Vaticano da Gregorio XIII che gli conferì l’incarico di cosmografo e matematico pontificio e di membro della commissione per la riforma del calendario. Papa Gregorio, che di lui aveva un’alta stima e considerazione, lo nominò, 1583, vescovo di Alatri. Tra le sue opere più importanti: La prospettiva di Euclide e di Eliodoro Larisseo, Firenze 1573; Le scienze matematiche ridotte in tavole, Bologna 1577.
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