Leonardo Bruni
Leonardo Bruni (Arezzo 1370 o 1374 - Firenze 1444) lasciò ancora giovanissimo la nativa Arezzo, per stabilirsi a Firenze, dove intraprese gli studi di retorica e diritto: fu discepolo di Coluccio Salutati ed ebbe come insegnante il dotto bizantino Emanuele Crisolora, oltre a frequentare Niccolò Niccoli, Poggio Bracciolini, Palla Strozzi e Cosimo de’ Medici. Sotto la guida di Salutati, che lo incoraggiava allo studio dei classici, Bruni si dedicò così alla scoperta degli autori antichi: ai primi del Quattrocento risalgono i Dialoghi ad Petrum Paulum Istrum e, soprattutto, le prime traduzioni di autori greci, tra cui Platone e Plutarco. Nel marzo 1405 passò a Roma, alla curia di Innocenzo VII, presso la cancelleria apostolica. Con l’aggravarsi dei tumulti popolari il papa si ritirò a Viterbo, dove si trasferì anche Bruni, che ebbe una lunga malattia. Si candidò alla cancelleria fiorentina, forse per la nostalgia delle antiche amicizie giovanili, ma, con l’elezione al soglio pontificio di Gregorio XII, riprese a nutrire ambizioni nella curia: fu così al servizio della corte papale sotto Alessandro V. Nel 1414 partecipò al Concilio di Costanza al seguito dell’antipapa Giovanni XXIII. Si trasferì poi definitivamente a Firenze nel 1415 e nel 1427 assunse l’incarico di Cancelliere della Repubblica fiorentina (già di Salutati). Morì a Firenze nel 1444.
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