Beatrice Paolozzi Strozzi
Discendente dalla storica famiglia fiorentina degli Strozzi, Beatrice Paolozzi Strozzi ha compiuto i suoi studi liceali a Perugia e ad Arezzo, dove ha conseguito la maturità classica, vincendo la borsa di studio “Eugenio Grassi” per il greco antico. Ha poi studiato all’Università di Firenze, dove si è laureata con il massimo dei voti e la lode, discutendo con il prof. Carlo del Bravo una tesi sulla pittura in età risorgimentale e la nascita dei macchiaioli, nella prospettiva più generale del rapporto fra arte e politica. Dopo il perfezionamento in storia dell’arte presso la stessa Università (1977-’78), a seguito del concorso nazionale, è entrata nel 1980 alla Soprintendenza per i Beni Artistici e Storici di Firenze come funzionario storico dell’arte, iniziando la sua carriera all’Opificio delle Pietre Dure, allora diretto dal Prof. Umberto Baldini. Dal 1981 al 2001 è stata responsabile per la Soprintendenza della tutela di tutti i beni artistici, conservati nel centro storico di Firenze (Quartiere di Santa Croce) e dei rapporti della Soprintendenza con il Comune di Firenze. Nello stesso periodo (1981-2001) è stata membro del Consiglio dell’Opera di Santa Croce. Dal 1982 ha aggiunto a questi incarichi la vicedirezione del Museo Nazionale del Bargello, curando personalmente o in collaborazione numerose esposizioni e cataloghi del museo. Nell’aprile del 2001 è subentrata a Giovanna Gaeta Bertelà nella direzione del Bargello, lasciando tutti gli altri incarichi. Ha dedicato i suoi studi sia all’arte ottocentesca che all’arte rinascimentale, con numerosi articoli e pubblicazioni e ha partecipato come relatore o come membro del comitato scientifico-esecutivo a numerosi Convegni internazionali, anche a carattere interdisciplinare. Ha svolto incarichi di docenza in Storia dell’Arte e in Museografia presso l’Università di Firenze (in qualità di professore a contratto) e presso l’Università Internazionale dell’Arte (Firenze). Ha scoperto, nel 1994, un Crocifisso ligneo del Verrocchio, da allora esposto nell’omonima sala del Bargello ed accettato come opera autografa da pressoché tutta la critica. Con la realizzazione di due sale espositive al piano terreno del Museo, ha promosso dal 2003, per la prima volta nella storia del Bargello, mostre temporanee a carattere internazionale, che hanno riscosso grande successo di pubblico e di critica: Il David del Verrocchio restaurato (2003); Bindo Altoviti tra Raffaello e Cellini (2004); Il ritorno di Amore. L’Attis di Donatello restaurato (2005); Giambologna. Gli dei, gli eroi (2006); Desiderio da Settignano. La scoperta della grazia nella scultura del Rinascimento (2007), in collaborazione con il Louvre e la National Gallery di Washington; I grandi bronzi del Battistero. L’arte di Vincenzo Danti, discepolo di Michelangelo (2008); Donatello. Il ‘David’ restaurato (2008-2009); I marmi vivi. Gian Lorenzo Bernini e la nascita del ritratto barocco (2009). È ‘Accademico corrispondente’ delle Arti del Disegno. Ha ricevuto nel 2004 il Salomone d’oro per la cultura dall’Università degli Studi di Firenze; nel 2007 il Premio “Firenze Donna”, per il settore arte e cultura; nel 2008 il premio “Bel San Giovanni”, per la cultura. È membro, dal 2007, dell’Executive Committee di Villa I Tatti (The Harvard University Center for Italian Renaissance Studies).
a cura di Beatrice Paolozzi Strozzi