Un’epopea di famiglia che abbraccia settant’anni di storia italiana, da metà Ottocento fino alla nascita del Partito Fascista. Intorno alla figura emblematica di Tommaso Tarlati è costruito l’affresco di una grande casata rurale della Valtiberina con gli affetti, le inimicizie, le tensioni, la solidarietà dei suoi componenti. Il racconto parte da quando Tommaso acquista i terreni: è l’inizio della fortuna dei Tarlati, che affronteranno le difficoltà interne e le insidie esterne, e saranno allo stesso tempo testimoni dei grandi eventi della Storia, come la Grande Guerra o l’avvento del fascismo. Le vicende di Tommaso e dei suoi discendenti scorrono in parallelo al cammino di una nazione che – vista dall’osservatorio privilegiato di un piccolo borgo toscano – cerca con fatica di trovare una composizione unitaria. In pagine arricchite da un’attenta ricostruzione storica si muovono i protagonisti del romanzo che, fortemente influenzati dai rapporti famigliari e dalle vicende dell’intero paese, e in contraddizione con la spregiudicata capacità di arricchirsi del capofamiglia, lottano contro un’ingiustizia universale da loro avvertita in maniera sempre più chiara e consapevole. A specchio delle generazioni che si sono affacciate da poco al XXI secolo, gli “eroi” del libro percorrono l’esile linea di confine che separa l’avidità e il cinismo dalla sete di verità e giustizia.
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