Tace ogni cosa. Nel chiaror lunare
di questa fresca notte settembrina
scorgo, sedendo lungo la Marina,
quattro linde barchette navigare.
Sembran le vele su quell’onde chiare
bianche farfalle che vento trascina;
mentre le miro, dalla più vicina
forte una voce lévasi a cantare.
È un pescatore. Dal suo labbro ardente
sgorgan le dolci note. E su, alle stelle
salgon velate di melanconia.
Rapito il canto ascolto ma la mente
vaga lontan, sognando già le belle,
care sembianze della donna mia.