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Carlo Lapucci

Teatro popolare minimo


         Diesilla, Diesilla,
         tutto va in fumo e favilla:
         restan Davide e Sibilla.
         Quale giorno triste e duro
         quando il cielo sarà scuro
         e il castigo ormai sicuro.
         Soneranno quattro trombe
         mentre escon dalle tombe
         brutte facce e brutte ombre…

Il volume raccoglie le rappresentazioni elementari che si usavano nelle veglie, nelle aie, nei raduni, nei mercati, nelle fiere, come monologhi, sproloqui, parodie, lamenti, serenate, testamenti, lettere, prediche, contrasti. L’edizione del Teatro popolare minimo, salutata dal favore al suo primo apparire nel 1990, si presenta ora arricchita in modo da rappresentare il compendio di una materia finora dispersa. È il risultato dell’individuazione di un campo confuso di metamorfosi dove il testo orale, nelle mani sapienti dell’attore, passa dal racconto alla rappresentazione, quasi che la novella e altri racconti tendano a travalicare nel teatro. Questa edizione, corredata di stampe popolari che mostrano alcune realizzazioni pratiche dello spettacolo, raccoglie una scelta capace di dare un’idea esauriente della materia nelle sue varie manifestazioni.




© Sarnus 2009, cm 15x21, pp. 208, ill. b/n, br., € 14,00
ISBN: 978-88-563-0019-2
Collana: Toscani super DOC, 4
Settore: SS5 / Cultura popolare
Altri settori: L1 / Studi, storia della letteratura, L8 / Drammaturgia

Rassegna stampa:
Teatro popolare minimo (Claudio Piccoli, «FB Folk Bulletin»)
Quel teatro del popolo in formato tascabile (Lorella Pellis, «Toscana Oggi»)
Teatro popolare minimo («Toscana Folk»)
Il cacciatore di fiabe (Giampiero Masieri, «La Nazione»)
I palcoscenici scomparsi (Ciro Becchimanzi, «Il Reporter»)
Il palcoscenico in piazza (Riccardo Cardellicchio, «Il Tirreno»)