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Enzo Magrì

Luigi Barzini: una vita da inviato


Cronista dei più importanti eventi del Novecento, inventò uno stile giornalistico

Luigi Barzini girò il mondo per il «Corriere della Sera». Concluse la sua carriera d’inviato nel 1943 al «Popolo d’Italia» di Benito Mussolini, al quale sottoponeva i pezzi prima di mandarli in redazione. In questo saggio, in cui Enzo Magrì rivisita tutti i suoi reportage, la vita professionale del grande giornalista s’intreccia con la sua esistenza privata. Dalle lettere che da ogni parte del mondo mandava alla moglie, la scrittrice Mantica Pesavento, oltre al loro amore e ai periodici screzi e dissensi, emergono la subordinazione al dispotico direttore Luigi Albertini, le insicurezze che si manifestavano con dubbi sulla sua capacità di scrivere articoli adeguati al costo delle lunghe trasferte, i maniacali timori di essere licenziato per scarso rendimento; motivi per i quali costringeva la consorte a vivere con uno stipendio modesto e non consono allo stile di vita della società che lei frequentava.




© Mauro Pagliai 2008, cm 15x21, pp. 336, ill. b/n, br., € 18,00
ISBN: 978-88-564-0037-3
Collana: Passaparola / Comunicazione, giornalismo, mass-media, 3
Settore: L5 / Biografie
Altri settori: DSU1 / Storia

Biografie:
Luigi Barzini

Alcune recensioni:
Luigi Barzini, una vita da inviato (Mauro De Vincentiis, «Giornalisti»)
I Barzini e gli italiani («Tuttolibri»)
Librido (Mario Bernardi Guardi, «Il Borghese»)
Da Barzini al barzinismo (Raffaele Liucci, «Il Sole 24 Ore»)
Ricordo di Barzini (Salvatore Giannella, «www.corriere.it/italians»)
Professione inviato: Barzini e i barzineggianti (Stenio Solinas, «Il Giornale»)
Luigi Barzini, una vita da inviato (Cesare Lanza, «La mescolanza»)
Dai nostri inviati, gli articoli che fanno storia (Luigi Mascheroni, «Il Giornale»)
Libri / Quella foto che fece perdere il “Mattino” a Barzini («Il Velino»)
Pagliai preferisce i giornalisti («Prima Comunicazione»)