Dopo l’ampio testo critico di Giuliano Serafini, il volume si concentra sui venti anni di produzione pittorica di Caroline Gallois, proponendo un’esaustiva carrellata delle sue opere ordinate cronologicamente, riprodotte a colori in grande formato. La pittura della Gallois è incentrata sulla tematica dello spostamento da senso a simbolo (stimolata dai suoi continui viaggi attraverso il mondo) e sulla ricerca rappresentativa piuttosto che sul significato di ciò che viene rappresentato. Una ricerca visiva, a tutto campo, una sperimentazione permanente e che ha fruttato una produzione ampia e singolare. Un percorso internazionale, un lavoro sulla luce e sui materiali attraverso l’utilizzo di tecniche particolari. Dalle opere dell’inizio realizzate ed esposte in Messico, (Mujer eterna e Imagenes en directo, 1985-86), influenzate dai murales e caratterizzate da una chiara vena esotica, agli animali e alle biciclette, segno di una nuova svolta ecologista, dell’anno successivo (Speculum Veritatis e K.O, 1987), con la città di New York a fare da sfondo. Con l’iscrizione all’Arts Students League la ricerca si fa più “tecnica” e la sperimentazione si indirizza verso nuovi linguaggi grafici: acquaforte, cera, acquatinta, spesso mischiate contemporaneamente in una stessa lastra in bianco e nero. I quadri di questo periodo, dal 1994, sono astratti e attraversati sempre più da una vena di indagine interiore. L’ultima svolta è della metà degli anni ’90, quando la Gallois si trasferisce a Firenze e comincia a sperimentare la pittura su materiali diversi e con l’utilizzo di più tecniche: linoleum, tela, carta velina, lastre di piombo, stoffa, dipinti a olio, china, tempera, acquerello, collage di immagini digitali, in una continua sperimentazione, che non si è ancora conclusa. Il volume è arricchito da un esaustivo apparato biobibliografico e da una cronologia espositiva aggiornata. Testo in italiano e francese / Textes en italien et en français Traduzione inglese in appendice / With English translation
|