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Sandra Lotti

Zuppe della Toscana


54 ricette tra infarinate, intruglie, garmuge, sbrosce, pancotti, cenerate, cacciucchi e mescole

Rilanciate in questi ultimi anni, liberate finalmente dal mito della “cucina povera” per rivestirsi di quello, semmai, della “cucina sana e intelligente”, zuppe e minestre sono oggi le magiche interpreti di sagre campagnole e feste popolari che celebrano i prodotti della terra. Ma non solo. Anche i grandi ristoranti ne propongono, spesso con notevoli varietà di menù.
I piatti toscani di una volta erano semplici, poveri, ma non per questo privi di sapori: le zuppe di verdura, in particolare, ne sono un tripudio. Nella Toscana di cinquant’anni fa si seguivano sostanzialmente le stagioni, raccogliendo quello che offriva l’orto e cucinandolo. Quella raccontata nel libro è una cucina completamente anarchica, spesso una cucina “a occhio”, una cucina che talvolta può richiedere molto tempo. Ma, come afferma l’Autrice, “tovare il tempo per ricercare i sapori di una volta è solo un piccolo sacrificio che ripaga con gli interessi”.




© Maria Pacini Fazzi 1996, cm 12x16,5, pp. 80, ill. b/n, br., € 4,00
ISBN: 978-88-7246-233-9
Collana: I Mangiari, 13
Settore: TL1 / Enogastronomia
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