Diviso tra il realismo toscano del secondo Ottocento e l’ambizione di procedere oltre la tradizione macchiaiola, Renato Natali (1883-1979) interpreta quel vento di avanguardia che, dalla Spagna e dalla Francia, arriva fino alla Toscana. La sua produzione, assai prolifica, attraversa quasi l’intero Novecento. Inizia all’insegna di una pittura visionaria che fa della sua Livorno una città di stridenti contrasti di luce, percorsa e animata da una folla oscura e indistinta. Le tele fissano in immagini scene raccolte in vicoli e angiporti, l’esigenza di modernità lo spinge in luoghi imprevedibili, verso l’ibrida vitalità di una città misteriosa e malfamata, nei cui meandri si aggira come un flâneur. Con gli anni la sua opera scivola verso una lingua più domestica, un dosaggio di luci e ombre che dal dramma pittorico approda a una dimensione più consolatoria, verso una sorta di narrazione pittoresca. Prefazione di Sira Borgiotti | |||
| © Mauro Pagliai 2007, cm 17x24, pp. 128, ill. col., br., € 12,00 ISBN: 978-88-564-0004-5 Collana: I maestri della luce in Toscana / Collana di monografie d’arte dell’800 e del ’900, 1 Settore: A2 / Arte moderna e contemporanea Altri settori Schede biografiche attinenti: Renato Natali Rassegna stampa: Natali, prestigiatore di colori («Il Tirreno») Sulle tele luci e colori della Toscana («Il Tirreno») |