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Gennaro Oriolo

Meditate fughe e taciti abbandoni


Nel disincanto della sera
fu una fuga il ritorno
che non sa le imposture
e gli stratagemmi del giorno
ma solo calcolati silenzi
di sofferti pensieri


(da La fuga)



“… i richiami del passato, i dolci ritorni di memoria, le rinverdite segrete passioni, tengono il filo di una tensione ideale che egli riversa in trame sottili per esserne irretito. Vi domina il motivo della fuga, ricorrente, invocata. Ma da chi e da che cosa? Forse dal presente che egli certo non rinnega, ma dal quale rifugge, che sente come un involucro, vuoto di quell’ingrediente esistenziale che è il mistero, che per magia sempre fa da stimolo ad aneliti di rinnovate certezze”. (Gerardo Leonardis)


© Polistampa 2006, cm 14x21, pp. 112, ill. b/n, br., € 12,00
ISBN: 88-596-0082-0
Collana: Sagittaria / Opera, 19
Settore: L9 / Poesia
Altri settori

Rassegna stampa:
“Meditate fughe e taciti abbandoni” la poesia di Gennaro Oriolo (Lodovico Franco, «Il Corriere di Firenze»)
«Meditate fughe e taciti abbandoni» Oriolo e il coraggio della poesia («Il Giornale della Toscana»)
Meditate fughe («La Nazione»)
In viaggio con la poesia di Gennaro Oriolo («IN-FORMAscandicci»)
La poetica di Gennaro Oriolo (Monica Venturini, «Caffè Michelangiolo»)

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