| Giovanni Valdré Fiorentinismi soliti usarsi dalla bassa gente Raccolta ragionata di antichi idiotismi nella parlata, nei canti popolari, nei giochi infantili della Firenze granducale | |||
“Gran bella cosa è l’esser toscani, ma ancor di più è l’appartenere a quel tipo di fiorentini che si possono vantare di essere i primi per toscanità e che conservano ancora nel parlare quel vernacolo che fu di Cecco Angiolieri, di Franco Sacchetti e quindi del Lasca, che poi è lo stesso gergo dei trippai, delle ciane, dei beceri, della gente di San Frediano, cioè la parlata sboccata, insolente, allegra, a bocca aperta e a mele strette” (dalla prefazione dell’Autore). | |||
| © Polistampa 2005, cm 15x21, pp. 232, ill. b/n, br., € 13,00 ISBN: 88-8304-967-5 Settore: SS5 / Cultura popolare Altri settori: L1 / Studi, storia della letteratura Rassegna stampa: Giovanni Valdré, Fiorentinismi soliti usarsi dalla bassa gente (Alessandro Bencistà, «Toscana Folk») Fiorentinismi («Erba d’Arno») Lettera da Firenze (Pier Francesco Listri, «Il Giornale della Toscana») Scilinguagnoli e bacchettoni («Il Tirreno») Giovanni Valdré FIORENTINISMI soliti usarsi dalla bassa gente (Alessandro Bencistà, «toscanafolk.it») Valdré e i fiorentinismi del popolino in epoca granducale («Il Giornale della Toscana») Un libro riporta alla luce l’antica parlata popolare fiorentina («Nove da Firenze») |