Catalogo della mostra allestita presso l’Accademia dei Georgofili, Logge degli Uffizi Corti, Firenze, dal 23 aprile al 15 maggio 2004.
“Testi ha allargato il proprio registro cromatico e da ciò è scaturita una pittura che sa oscillare fra i toni primaverili e quelli autunnali, senza perdere quel senso di pregnanza che la contraddistingue. Nel suo colore, pastoso e materico, si celebra un conseguimento naturalistico che sconfina in quella che Ragghianti definiva un’‘aggiunta di vita nella consapevolezza poetica’. L’esplosione cromatica caratterizza i prati, i campi, gli alberi. Le marine e i corsi d’acqua sono poi particolarmente congeniali all’estro compositivo di Testi, sempre così accorto nel seguire il corso imprevedibile delle correnti, come del resto lo è nel fermare nel quadro un momento di serenità suggerito dagli elementi naturali. Il visitatore della mostra e il lettore del catalogo potranno da soli scegliere gli esempi. Io mi limito a citare un dipinto che mi è caro, Tramonto giallo - Lago di Chiusi, che mi pare contenere tutti gli elementi di una pittura così calda nel concepimento ed immediata, fresca, nella resa: la vegetazione a destra, il cielo carico di tempestosi effetti luminosi del tramonto, il corso d’acqua e una sottile linea che ne chiude il flusso. Tutto è quotidiano, semplice, riconoscibile; un quadro che parla all’esperienza che ciascuno di noi ha fatto. Proprio per questo, il dipinto esercita una necessaria funzione di stimolo sulla nostra memoria e sulla necessità di ricordare, di portare alla superficie sensazioni sepolte. Questo è uno dei compiti dell’arte. Averlo dimenticato è stato fatale. Il minimo che possiamo fare è dimostrare gratitudine a quanti, come Carlo Testi, perseverano in un compito così nobile, dal quale molti rifuggono” (Dalla presentazione di Stefano De Rosa).
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