Firenze come tema dominante. Un susseguirsi di pagine dei più variati argomenti. Un palcoscenico dove recita il mondo intero.
“Al linguaggio paludato degli accademici Vannucci ha sostituito l’esigenza divulgativa; la piega disinvolta, il taglio spregiudicato: la sua scrittura si è temprata nella diuturna militanza del giornalismo, nella più che ventennale collaborazione a tutti i più importanti giornali italiani.
Ora, qui, in questo volume elegante e piacevole, abbiamo l’occasione di assistere, quasi – come si dice oggi – in diretta, al farsi, al formarsi di codesto particolare e originale modo di scrivere di storia, ma anche di vita quotidiana, che passa attraverso tre fasi: i segni, cioè i fatti della cronaca e i dati dell’esperienza; le persone, cioè gli incontri e le frequentazioni personali appunto; e le vicende, cioè la riflessione consuntiva, in vista di un ordine.
Deliberatamente però, l’ordine è demandato soltanto alla fine, all’ultima sezione dell’opera, che nel suo costituirsi si attiene invece a una continua ibridazione di argomenti, che variano e svariano per tenere sempre avvinto e quasi per coinvolgere il lettore al fluire imprevedibile degli avvenimenti, secondo il criterio della mescolanza di testi editi e di testi inediti, di giornali e di libri, come anche in senso più largo – programmatico e filosofico – di realtà e di invenzione, di documentazione e di fantasia interpretativa” (dalla Premessa di Pasquale Siano).
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