Il capolavoro con cui, appena ventenne, ha debuttato Pietro Grossi Nella sua opera prima Pietro Grossi racconta con prosa piana e molto piacevole le vicende di quattro amici, quattro ragazzi “profondamente artisti”, quasi bohemien del terzo millennio, aperti alla vita e, purtroppo, anche agli eccessi: Charlie il pittore, Max il chitarrista, Paco il fotografo e infine Wolf, il magico Wolf capace di fare tutto, di creare mille situazioni con un foglio di carta e una penna, Wolf che per primo troverà la morte in modo misterioso, inspiegabile. | |||
| © Mauro Pagliai 2000, cm 13,5x20, pp. 168, br., € 12,39 ISBN: 88-8304-186-0 Collana: Biblioteca di Letteratura, 1 Settore: L2 / Romanzi Altri settori Rassegna stampa: «Firenze, sorda e stanca però a me piace così» (Antonio Pagliai, «Metropoli») «Io, narratore coi Pugni» (Luisella Seveso, «Il Giorno») Pietro Grossi scoperto da Enzo Siciliano (Riccardo Cardellicchio, «Corriere di Firenze») Grossi, scrittore-rivelazione si fa largo a forza di “Pugni” («Il Secolo XIX») «È il mio primo libro, ma non lo riconosco» (David Fiesoli, «Il Tirreno») Caro Siciliano, non ha senso questa gita ad Amsterdam (Angelo Guglielmi, «La Stampa») Note interne: battute 2100 |