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Giuseppe Panella

Il terzo amante di Lucrezia Buti


Nel momento in cui si profila all’orizzonte l’alba epocale della nuova condizione estetico-esistenziale della postmodernità, la poesia ha di fronte a sé due possibili atteggiamenti di confronto-scontro: accettare la scansione dei linguaggi plurali, affermare al mescidanza quale principio ispiratore della loro sintesi semantica, proporre la contaminazione degli stili quale condotta linguistica della scrittura oppure accettare di accendere i ‘fuochi di bivacco’ della nostalgia e dell’(auto) compiacimento della tradizione del ‘passato che non passa’. Giuseppe Panella ha scelto il primo tra questi due percorsi: la sua poesia si arresta timorosa, ma sicura della strada da percorrere, di fronte all’ibridazione linguistica dei generi e dei toni, dei metri e degli accenti, di forme diverse rispetto a contenuti diversi. La sua scelta è stata quella di accettare la sfida dei linguaggi del postmoderno e di conciliarli in una possibile convergenza dissonante di suono e di visione, di immagine e di musica, di parola e di gesto.

La raccolta, introdotta dallo stesso autore, contiene una prefazione di Franco Manescalchi ed il saggio di Enza Biagini Giuseppe Panella: poesia e autocommento.





© Polistampa 2000, cm 21x21, pp. 176, br., € 14,46
ISBN: 88-8304-223-9
Collana: Sagittaria / Opera, 3
Settore: L9 / Poesia
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