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Antonio Pane

Il leggibile Pizzuto


Antonio Pizzuto è generalmente considerato un narratore ‘oscuro’, in certe opere anzi illegibile. Lo stesso Contini, il suo più grande estimatore, non nascondeva la difficoltà di ricondurre le splendide rappresentazioni pizzutiane a referenti riconoscibili, il fatidico «Di cosa sta parlando?». Antonio Pane ha trascelto alcune pagine del Pizzuto più enigmatico, quello dei libri estremi (Sinfonia, Testamento, Pagelle, Ultime e Penultime, Giunte e virgole) e, attraverso un ‘combinato disposto’ di filologia, erudizione e slancio esegetico, ha tentato di recuperarne le coordinate spazio-temporali, le implicazioni biografiche, le radici affettive. Se, come riconobbe Contini, le scritture di Pizzuto non sono «atteggiamenti dell’Io, ma lacerti della sua memoria circa eventi storici», espugnare anche una piccola parte delle sue fortezze testuali significa avvicinare il lettore alla «struggente poesia» che vi è racchiusa.

Il volume contiene uno scritto di Denis Ferraris e una postfazione di Marzio Pieri.



© Polistampa 1999, cm 15x21, pp. 144, ill. b/n, br., € 9,30
ISBN: 88-8304-095-3
Settore: L1 / Studi, storia della letteratura
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