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Antonio Pizzuto

Ravenna
a cura di Antonio Pane


Pizzuto avvia, a partire da questo romanzo, quella “schietta tendenza a rifiutare i tempi determinativi del verbo” a favore delle “forme infinitive”, che costituisce la sigla stilistica ed espressiva precipua dello scrittore siciliano. Questa scrittura all’infinito è una scrittura del continuo presente, in cui è possibile rivivere quanto già vissuto e quanto vissuto da altri, e in cui è possibile far riapparire quanti hanno già vissuto o quanti sono già stati vissuti da altri.
Ravenna, romanzo umoristico e pertanto biologico e genealogico, rappresenta insomma una delle più compiute operazioni letterarie che abbiano voluto fare del passato niente altro che una delle forme del presente, e che dunque abbiano trasformato in vivente quell’astratto vissuto che ognuno cerca di organizzare in racconto chiamandolo la propria vita.

Postfazione di Giancarlo Alfano
Testimonianza di Andrea Camilleri


© Polistampa 2002, cm 15x21, pp. 200, br., € 14,00
ISBN: 88-8304-438-X
Collana: Antonio Pizzuto / Opere, 3
Settore: L2 / Romanzi
Altri settori

Schede biografiche attinenti:
Andrea Camilleri

Rassegna stampa:
PIZZUTO. Inchiesta sull’autore smarrito (Plinio Perilli, «Il Giornale»)
«Petrarcone irrequieto, sono il tuo bucaniere»
«Le carte fatate», l’epistolario fra Antonio Pizzuto e Vanni Scheiwiller, lo scrittore «leggendariamente arduo» caro a Contini e l’editore meravigliosamente guitto e intraprendente (Giovanni Tesio, «TuttoLibri/La Stampa»)

La riscoperta di un avanguardista di cinquant’anni fa (Sergio Palumbo, «Gazzetta del Sud»)

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Conferenza su Antonio Pizzuto a 30 anni dalla scomparsa