Emanuele Bettini, scrittore e intellettuale scomodo, lasciato quasi solo nella Prato di Armando Meoni e di Curzio Malaparte. C’è un “fastidio etico” nella narrativa (e nella pittura) di Bettini; i suoi testi scoprono, senza manierate mediazioni, il fare prepotente, il professionismo dell’insipienza e del malcostume, condannandoli e affidandone alla causticità dell’ironia le sentenze. È una polemica che è ormai dentro le vene, che pulsa col sangue, ansiosa di suggerire, di muovere un giudizio. | |||
| © Polistampa 1998, cm 15x21, pp. 112, br., € 9,30 ISBN: 88-8304-040-6 Settore: L3 / Racconti Altri settori |