Condividi: Vedi anche:
Un’Italia poco europea
Il Tirreno - 07/04/2007 - David Fiesoli  


 
 

Politica estera incerta, la Grecia ha preso il volo

Cinquant’anni in Europa, e quale identità? Molti libri ripercorrono la storia dell’Unione europea, ma uno in particolare è dedicato a un Paese, la Grecia, che è sempre stato considerato il fanalino di coda del continente e che invece ora sembra aver ingranato una marcia in più.

“La Grecia contemporanea” è un bel volume (peccato solo per i numerosi, deprecabili refusi) in cui Ninni Radicini analizza la competizione politica interna dal ’74 a oggi, esponendo le vicende che hanno condotto il Paese al consolidamento del bipolarismo e di un’alternanza governativa (attualmente c’è un governo di centrodestra guidato da Costas Karamanlis); Vincenzo Greco illustra la politica estera attuata dai governi di Atene, con speciale attenzione alle relazioni con la Turchia, alla questione di Cipro, all’adesione della Grecia alla Cee poi alla Ue e al contenzioso per la Macedonia; Rudy Caparrini esamina lo sviluppo economico e sociale della Grecia, per poi concentrarsi sul 2004, anno della consacrazione della Grecia a realtà di tutto rispetto sul piano internazionale. È l’anno della svolta: alla vigilia delle Olimpiadi che si sarebbero disputate sul suolo greco, tutto il mondo guardava con sospetto e diffidenza Atene, prefiguarando un fallimento.
E invece è stato un vero trionfo, sia dal punto di vista organizzativo che da quello dell’immagine. Il credito così ottenuto ha valso alla Grecia un posto nell’elite della politica mondiale, e un’ascesa sorprendente affrontata con la passione e la capacità di adattamento proprie del popolo greco: una mescolanza di fierezza, animosità, qualche volta pressappochismo, rispetto delle tradizioni...

La Grecia contemporanea (1974-2006)