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La Grecia contemporanea
Mondogreco.net - 16/02/2007 - Pelagia Kotsoni   


 
 

Un libro per far conoscere agli italiani la storia della Grecia moderna dell’ultimo trentennio, un periodo pieno di cambiamenti, avvenimenti di contenuto politico, economico, sociale e culturale. Spesso la Grecia viene identificata agli occhi degli italiani – e non solo - allo splendore del passato antico, ai grandi personaggi della politica, della retorica, della filosofia di Socrate, di Platone, di Aristotele per menzionare solo pochi di questi geniali che infatti hanno influenzato e orientato il pensiero intellettuale fin a questi tempi. Ma la Grecia non è solo il suo passato; appunto questo libro viene a mostrare che questo paese negli ultimi anni è caratterizzato da eventi di particolare importanza. Il libro è articolato da quattro capitoli che esaminano lo sviluppo politico, economico e sociale della Grecia dal 1974 fino al 2006 ed è scritto da Rudy Caparrini, Vincenzo Greco e Ninni Radicini. Ninni Radicini ha trattato l’evoluzione politica interna della Grecia. In modo dettagliato descrive il periodo dalla fine del regime dei Colonnelli (1974) ed il ripristino della democrazia, le elezioni legislative che seguirono, lo status politico degli anni ’80, un decennio – tappa per la politica interna greca dato che il primo partito di sinistra arriva al potere in Grecia, anche perché la Grecia fa ufficialmente parte del Unione Europea; le condizioni instabili alla fine degli anni ‘80 e poi gli altri cambiamenti al potere che successero al livello politico interno del paese fino all’epoca del primo ministro Simitis e ultimamente a quella del partito della destra Nea Democratia che sta al governo dal 2004 fino a oggi. L’autore fa anche un paragone fra l’attualità politica ed elettorale greca e quella italiana e sottolinea alcune somiglianze anche differenze fra i due paesi. Inoltre, si riferisce al ruolo organico che la Chiesa Ortodossa ha in Grecia, la quale non è stata mai esclusa da nessun partito (tranne in genere dai partiti della estrema sinistra) dato che la essa rimane sempre un simbolo di unità nazionale e culturale. Rudy Caparrini si occupa dello sviluppo economico e sociale della Grecia dopo il 1974; una situazione economica e sociale tra crescita, declino, ripresa. In particolare, fa riferimento a tre periodi ben distinti dal crollo della Giunta dei Colonnelli nel 1974 fino al 1979 quando si osservò uno sviluppo costante, poi una fase di recessione durante il periodo 1980-1993 e infine la fase di ripresa ed espansione dal 1994 fino ad oggi. La Grecia, nell’arco di questi anni, passa pian piano da alti livelli di disoccupazione, di stagno economico e di notevoli carenze di infrastrutture alla crescita graduale, al rinnovamento delle infrastrutture (strade, ferrovie, telecomunicazione, energia) facendo uso anche dei finanziamenti provenienti dalle istituzioni europee – gli anni 1996-2004 in particolare hanno cambiato per sempre il volto del paese: d’altronde, la Grecia si doveva preparare per un altro evento storico, le Olimpiadi del 2004. L’autore dedica nel libro un capitolo speciale per le Olimpiadi del 2004, un anno irripetibile che la Grecia aspettava da molti anni. Nel 2004, ha avuto l’occasione di festeggiare il ritorno in patria delle Olimpiadi che nacquero proprio nella Grecia antica. L’autore, fa riferimento dettagliato al background politico che ostacolò il paese dal festeggiare le Olimpiadi nel 1996 (un secolo dopo che le prime Olimpiadi moderne furono organizzati ad Atene,proprio nel 1896), le Olimpiadi di Oro (Golden Olympics – come era il moto ufficiale della candidatura di Atene per i Giochi). Alla fine, la Grecia ce l’ha fatta, nonostante gli impedimenti e le voci dei giornalisti ‘grecofobi’ ma anche dell’opinione pubblica generale che non aveva fiducia nel paese per l’organizzare questo gran evento. Atene, non solo ha organizzato le Olimpiadi del 2004 in modo decente; i greci, coscienti del peso di tale responsabilità, curarono dettagliatamente questa manifestazione in ogni livello organizzativo: infrastrutture atletiche, strade, rinnovamento dei trasporti, estremo interesse per la sicurezza alla quale il governo corrente di Karamanlis ha prestato la massima attenzione. In più l’apertura dei Giochi è stata una manifestazione unica di alto livello culturale. In questo modo la Grecia ha mostrato le sue capacità di un paese moderno e sviluppato ed ha confutato/ ribadito tutti i rumori che dubitavano il buon esito dell’organizzazione delle Olimpiadi. Vincenzo Greco dedica il suo capitolo alla politica estera della Grecia del periodo 1974-2004 e tratta aspetti come la minaccia turca nell’Egeo, la ricerca di una soluzione pacifica della questione cipriota, la promozione e il riservarsi dei vantaggi dell’adesione all’Unione Europea anche la risoluzione della questione macedone. Inizia la sua indagine dal governo di unità nazionale di K. Karamanlis e le prime elezioni democratiche dopo il crollo del regime dei Colonnelli e gli sforzi del grande leader politico in questione che voleva affrontare l’invasione turca a Cipro in modo pacifico e non aveva per niente l’intenzione di abbandonare l’Occidente (già dal 1974 rese noto alla Comunità economica europea che la Grecia intendeva presentare domanda di adesione – l’adesione alla Cee vista come un mezzo di ancoraggio all’Occidente). L’autore spiega dettagliatamente la questione cipriota, gli interessi politici e geopolitici intrecciati, fa riferimento ai vari negoziati entro le due parti nel passare degli anni e lo sforzo per trovare una soluzione pacifica per ambedue nazioni. Si riferisce anche allo stile di politica dell’altro grande leader della scena politica greca, A. Papandreou, la linea che ha seguito il governo (Nd) di K. Mitsotakis, anche quella seguita dal governo di Simitis (Pasok). L‘autore sottolinea il fatto che la politica estera della Grecia ha compiuto un salto di qualità, affronta le nuove sfide con responsabilità e mantiene sempre come asse la soluzione pacifica, il rispetto del diritto e dei valori europei e i negoziati diplomatici per la risoluzione delle varie questioni che emergono al livello della politica estera greca. Il libro si avvale della prefazione del grande giornalista Antonio Ferrari, corrispondente ad Atene per il Corriere della Sera e grande conoscitore delle vicende che hanno caratterizzato la storia della Grecia contemporanea. Questo lavoro ben curato dagli autori descrive in modo notevolmente dettagliato la storia della Grecia degli ultimi trent’anni. Il periodo scelto non è a caso; la Grecia durante il trentennio in questione ha visto infatti cambiamenti radicali in ogni settore della società. Dalla “pecora nera” dell’Unione Europea, da un paese che la opinione pubblica mondiale in generale ha classificato come una piccola nazione con capacità limitate (sebbene la sua posizione geopolitica strategica), la Grecia, dopo una pletora di avvenimenti ha guadagnato il posto che merita nei confronti dell’Unione Europea anche al livello mondiale. Senza dubbio l’elemento più caratteristico di questo libro è che racconta i vari eventi in modo chiaro, ben articolato e soprattutto oggettivo; il lettore non distingue preferenze da parte degli autori per nessun tipo di schieramento politico oppure di orientamento ideologico – un pericolo che esiste sempre quando uno si scrive questo tipo di libri con riferimenti ad ideologie ed alle azioni delle varie forze politiche. I fatti sono raccontati come sono successi in realtà, senza nessuna traccia di abbellimento oppure di sottovalutazione. E’ certo che questo lavoro susciterà l’interesse di ogni lettore italiano, dal semplice cittadino fino allo scienziato che desidera conoscere il nuovo volto della Grecia contemporanea, lo aiuterà a capire meglio le somiglianze ma anche le differenze tra i due popoli e partner europei così vicini non solo dall’aspetto della posizione geografica ma anche dal punto di vista di mentalità.

La Grecia contemporanea (1974-2006)