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La Pira e Moro, un carteggio profetico
La Nazione - 10/01/2017 - Duccio Moschella  


 
 

I dubbi di Giorgio La Pira sull’elezione dell’amico Aldo Moro a segretario della Democrazia Cristiana in una lettera del 13 marzo 1959 in cui il Sindaco Santo si domanda se le scelte del consiglio nazionale Dc possano «contrastare la volontà e il disegno di Dio». La missiva fa parte del nutrito carteggio intercorso tra i due statisti, oltre cento lettere finora inedite, trascritte e annotate da Eugenia Corbino con la supervisione dello storico Pier Luigi Ballini e raccolte nel volume “Moro e La Pira. Due percorsi per il bene comune" (pp. 384, euro 24), pubblicato da Polistampa a cura della Fondazione La Pira con saggi di Alfonso Alfonsi, Renato Moro , Giulio Conticelli, Augusto D’Angelo e Massimo De Giuseppe. Lo scambio epistolare, che inizia nel 1952 e termina nel 1977 (anno della morte di La Pira), testimonia il legame che unì le due personalità, i cui percorsi politici e umani si intrecciarono in numerose occasioni: dall’impegno comune nell’Assemblea Costituente alla nascita del centrosinistra, dagli sforzi per porre fine alla guerra del Vietnam all’opera diplomatica volta alla distensione in Europa e nel mondo, in particolare riguardo alla questione mediorientale e al riavvicinamento con la Cina. Il carteggio si conclude con una lettera datata 6 aprile 1977, l’unica in ci Giorgio La Pira fa riferimento al terrorismo che in quel periodo scuote il Paese: meno di un anno dopo Aldo Moro sarà sequestrato e ucciso dalle Brigate Rosse.


Moro e La Pira