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Il Mediterraneo tra Oriente e Occidente
Atti del seminario di studi. Firenze, Fondazione Spadolini Nuova Antologia, 2 dicembre 2011

a cura di Cosimo Ceccuti / Italico Santoro


Polistampa, 2012
Pagine: 88
Caratteristiche: br., 17x24
ISBN: 9788859611325

Collana: Biblioteca della Nuova Antologia / Fondazione Spadolini Nuova Antologia, 33


Settore: DSU1 / Storia
Anche: SS1 / Politica


Prezzo: 10.00 €
Sconto: 15% (risparmio 1.50 €)

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Le primavere arabe, con le loro contraddizioni e gli esiti diversi da paese a paese, hanno modificato gli equilibri da tempo consolidati nella sponda meridionale e orientale del Mediterraneo. Le prospettive sono tuttora incerte e – volendo rimanere nella metafora climatica – oscillano tra fermenti di rinascita primaverile e timori di lunghi inverni indotti dall’integralismo islamico. Fin d’ora appare chiaro comunque che le tante speranze suscitate dai movimenti di base si sono rivelate eccessive e sono state largamente disattese.
Tutto questo proprio in una fase particolarmente delicata per la costruzione dell’Europa nel suo insieme e per i paesi mediterranei del Vecchio Continente in particolare. I problemi del debito sovrano, esplosi nel corso degli ultimi anni, costringono la UE a riflettere su se stessa e ad affrontare le proprie contraddizioni, troppo a lungo ignorate e lasciate irrisolte. Il rischio che l’intera area mediterranea possa essere destabilizzata politicamente ed economicamente è tutt’altro che teorico.
Introdotti dal professor Cosimo Ceccuti e coordinati dal senatore Antonio Del Pennino, di questi argomenti hanno discusso il 2 dicembre, su iniziativa della Fondazione Spadolini, i giornalisti  Stefano Folli e Antonio Ferrari, gli esperti di geostrategia Giancarlo Elia Valori, Italico Santoro, Silverio Ianniello, Alia K. Nardini, Giorgio Rebuffa, Cosimo Risi, Gabriele Zito, l’economista Michele Bagella, il giurista Antonio Serra, il presidente dell’AGCI Rosario Altieri e il direttore della Federazione della Stampa Giancarlo Tartaglia. Ne è risultato un quadro complesso, ricco ad un tempo di opportunità e di contraddizioni: il Mediterraneo, a giudizio dei relatori, torna ad acquistare un’importanza strategica, a configurarsi come un’area in cui si confrontano delicati equilibri  e dove si gioca una partita decisiva per la stabilità globale. Una partita dal cui risultato dipendono non poco gli assetti futuri del pianeta, a cominciare dal tema di fondo che resta quello del mantenimento della pace.

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