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Cesare Arici

La coltivazione degli olivi

Polistampa, 2009
Pagine: 116
Caratteristiche: br., 15x23,2
ISBN: 9788859606192


Settore: DSU7 / Anastatiche
Anche: TL6 / Natura, ambiente / S3 / Scienze / S2 / Tecnica


Prezzo: 16.00 €

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… Or che il tempo a lui giova, ed assettato
Il suol d’intorno al fusto si ammassiccia,
Esperto zappator rechisi in collo
Il rustico stromento e l’oliveto
Spesso ritrovi. Lievemente adopri
A piè del ceppo la ferrata zappa
E il dentato rastrello, onde il terreno
Soffice torni e bene smosso, e nieghi
Alimento a straniere erbe crescenti…


Riproduzione anastatica del volume La coltivazione degli olivi di Cesare Arici (per Nicolò Bettoni, Brescia 1808) conseguita alla perdita del raro esemplare esistente nella Biblioteca dei Georgofili. Il volume, insieme ad altre preziose opere antiche sull’olivo (pubblicate fra il 1500 ed il 1800), era stato richiesto in prestito ai Georgofili per esporlo nella mostra Tierras del Olivo organizzata dalla Fundación El Legado Andalusí di Granada. In quell’occasione si sviluppò un incendio accidentale che danneggiò alcune delle opere esposte e distrusse completamente il volume di Arici. In attesa di poter riacquistare una delle pochissime copie presenti in Italia, i Georgofili hanno ritenuto opportuno realizzare l’edizione diffondendo così la conoscenza di un’opera rara di grande interesse storico.


Olivi di Toscana / Tuscan Olive Tree

Problemi e prospettive dell’olivicoltura
Giovanni della Casa
Il Galateo di Messer Giovanni della Casa
Gaetano Casoni
Diario fiorentino
Antonio Salandra
L’intervento
Mauro Servio Onorato
Commentario alle Bucoliche di Virgilio
Luigi Porte
Del Cammello Toscano
Ugo Foscolo
Dei Sepolcri
Giuseppe Giusti
Cronaca dei fatti di Toscana (1845-1849)

Adnotationes codicum domini Justiniani
Francesco Chiarenti
Antonio Latini
Lo scalco alla moderna
Corrispondenza - 01/12/2009 - Silvano Sassolini
Segnaliamo questo lavoro per due motivi: 1) perché in Toscana parlare di olivi e di olio (ovviamente di oliva) è sempre una cosa seria e opportuna; 2) perché è un atto di simpatia e di sostegno all’attività dell’Accademia dei Georgofili.  

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