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Antonio Pizzuto

Signorina Rosina

a cura di Antonio Pane


Polistampa, 2004
Pagine: 144
Caratteristiche: br., 15x21
ISBN: 9788883046698

Collana: Antonio Pizzuto / Opere, 5


Settore: L2 / Romanzi


Prezzo: 14.00 €
Sconto: 15% (risparmio 2.10 €)

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Signorina Rosina segnò l’esordio del ‘questore a riposo’ Antonio Pizzuto. Un esordio sui generis, che sublimava in perfette cadenze un trentennio di prove narrative (e di riflessioni sulla legittimità del ‘romanzo’), inaugurando la inaudita progressione stilistica condotta fino all’«alpinismo da sesto grado e oltre» (Contini) delle opere estreme.
A più di cinquanta anni dalla sua apparizione, consacrata dalle ristampe di Lerici (1959; 1967) ed Einaudi (1978), questo libro leggero, anzi filiforme, costruito «senza armature» eppure mirabilmente coeso, continua a chiedere ascolto, quasi esaudendo il voto dell’autore, suggellato in una lettera a Salvatore Spinelli (12 luglio 1956): «Nelle ultime righe… la protagonista si volta e si rivolta a fare cenni di addio al lettore: vi è una possibilità di non lasciarla sparire, quella di rileggere il gracile volumetto». Il gesto immaginario di Compiuta tradisce l’idea-guida della poetica pizzutiana: quella cioè di una scrittura che si protende oltre la pagina; che non si appaga di riprodurre staticamente la vita ma vuol farsi cangiante, imprevedibile ed unica come ogni creatura. Le modiche vicende della segretaria Compiuta e del suo maldestro amico, l’assistente edile Bibi, turbinanti in una girandola di fulminee epifanie quotidiane, diventano motivi musicali, sostituendo al ‘fatto’ e al ‘personaggio’ le loro risonanze, gli armonici di un transito che rimane insondabile. Il ‘reale’ schiude così una gamma di prismatiche possibilità e la signorina Rosina del titolo potrà essere di volta in volta la vecchia zia per cui la morte «fu tre sospiri», la zingara che attacca un bottone alla giacca di Bibi, la cuoca che prepara i pasti per padre Zazzi, il nome di un gruppo di asini, una donna che canta con voce di basso le litanie, la destinataria di una domanda (e contagiare l’isola Santa Rosa, la nave Rosina e una fuggevole signorina Rosa).
Nella concisa eleganza tutta apici e scorci del suo ‘sottovoce’, Signorina Rosina evoca un mondo senza gerarchie, dove ogni evento ha un suo incommensurabile valore; riflette la «tenerezza di chi sa che non esiste colpa o merito e che siamo tutti sostanzialmente diversi, cioè davvero sostanzialmente uguali» (Cordelli).


Postfazione di Denis Ferraris

Antonio Pizzuto
Sul ponte di Avignone

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Telstar

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Lettere

L’ultima è sempre la migliore
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Testamento
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Sinfonia
Rai Radio Tre - 22/10/2009 - Walter Pedullà
Nell’ambito della trasmissione “Mostri sacri” del 22 ottobre 2009 Walter Pedullà ricorda Antonio Pizzuto  

L’Espresso - 21/10/2009 - Salvatore Ferlita
«Mi sembra di poter interpretare questo convegno come il tentativo di strappare Antonio Pizzuto alla marginalità per spostarlo al centro della galassia degli autori del ventesimo secolo». Così Angelo Guglielmi, critico letterario, tra i fondatori della Ne  

La Repubblica - 17/10/2009 - Salvatore Ferlita
A cinquant’anni dalla pubblicazione di   

America Oggi - 22/03/2009 - Franco Zangrilli
Nonostante Antonio Pizzuto (Palermo 1893 – Roma 1976) abbia fatto carriera nel mondo della Polizia che si conclude nel 1949 con il grado di questore, nell’arco della sua vita ha sempre coltivato la passione per l’arte   

Alias - 21/03/2009 - Andrea Gentile
Signorina Rosina di Antonio Pizzuto esce nel 1956 per l’editore Macchia, ma non ha fortuna. Passa però per mani importanti: da Bazlen a Solmi, il romanzo arriva in quelle di Bilenchi e Luzi, che stanno allestendo la collana   

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