Condividi: Di Bruno Bartoloni
Bruno Bartoloni

Guardato con sospetto nel mondo curiale per il suo atteggiamento scanzonato, redattore “vaticanista” per 45 anni dell’Agence France Presse, Bruno Bartoloni vanta un’esperienza unica e irripetibile.
Nato praticamente in Vaticano, dove suo padre è stato il pioniere dei “vaticanisti” fin dagli anni Venti, sua madre lo allattava nei giardini e lui stesso giocava da monello, Bartoloni ha seguito come giornalista il regno di sei papi.
Testimone diretto della corruzione che accompagnò la fine di Pio XII, ha attraversato Roma sul predellino dell’auto di Giovanni XXIII, ne ha raggiunto l’appartamento pochi minuti dopo la sua morte, è stato arrestato dai gendarmi all’ingresso del conclave, ha dato per primo l’annuncio del Concilio. Ha viaggiato da clandestino in un aereo con Paolo VI, ha intervistato al telefono Giovanni Paolo I appena eletto, ha rubato gli sci di Giovanni Paolo II (ma glieli ha poi restituiti).
Figlio di un’ebrea tedesca e di un giornalista italo-argentino, il cui passaporto lo ha certamente salvato a Roma dalle razzie naziste, Bruno Bartoloni è collaboratore del Corriere della Sera dal 1975, ha lavorato e scrive per moltissimi quotidiani e settimanali italiani e stranieri.
Al suo romanzo Il rigogolo del Vaticano, edito da Polistampa nel 2008, segue Le roman du Vatican secret, scritto insieme a Baudouin Bollaert e pubblicato in Francia da Rocher nel 2009. Memoriale, dossier, grande romanzo di famiglia, Le orecchie del Vaticano (Pagliai, 2012) costituisce forse la testimonianza più ampia della sua originale vicenda.
Le orecchie del Vaticano
Il rigogolo del Vaticano