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Oriana Fallaci

Oriana Fallaci nasce nel 1929 a Firenze. A soli sedici anni esordisce nei giornali come cronista giudiziaria del “Mattino dell’Italia Centrale”. Tre anni dopo inizia a collaborare con il settimanale “L’Europeo”, di cui diverrà ben presto inviata speciale.
Hanno inizio così i grandi reportages che la imporranno presto fra le massime firme del giornalismo internazionale. Da allora anche la sua vita diventerà motivo di cronaca e di leggenda.
Nel 1965 Oriana Fallaci dedica al padre il libro Se il sole muore in cui descrive i preparativi per lo sbarco americano sulla Luna. Per scrivere il libro incontra il capo-progetto della missione, l’ex scienziato nazista Wernher von Braun che aveva progettato per Hitler i razzi V2 da sparare su Londra. Nel 1967 si reca in qualità di corrispondente di guerra in Vietnam e ci ritorna 12 volte in 7 anni raccontando la guerra, documentando atrocità ed eroismi di entrambi gli eserciti in conflitto e scrivendone un diario-reportage che è considerato il suo primo grande libro Niente e così sia. Il 2 ottobre 1968, alla vigilia dei Giochi Olimpici, durante una manifestazione di protesta degli studenti universitari messicani contro l’occupazione militare del Campus dell’UNAM, oggi ricordata come il massacro di Tlatelolco, la Fallaci rimane gravemente ferita. Vengono uccisi centinaia di giovani e anche la giornalista è creduta morta e portata in obitorio: solo allora un prete si accorge che è ancora viva.
Come inviata, è presente anche in tutti gli altri teatri di guerra, fino al conflitto nel Golfo e alle insurrezioni in America Latina.
Nel 1975 viene pubblicato Lettera a un bambino mai nato. È il primo grande successo editoriale della scrittrice e il libro vende 4 milioni e mezzo di copie in tutto il mondo. All’attività di reporter hanno fatto seguito le interviste a importanti personalità della politica mondiale, tra cui si ricorda quella all’Ayatollah Khomeini, durante la quale la Fallaci lo apostrofa come «tiranno» e si toglie il chador che è stata costretta ad indossare per essere ammessa alla sua presenza. Tutte queste interviste sono poi confluite nel libro Intervista con la Storia. Il suo capolavoro, però, può essere considerato il romanzo Un uomo, scritto in morte di Alexandros Panagulis, compagno di vita della Fallaci ed eroe della resistenza greca. Panagulis rimane vittima di un attentato e la Fallaci apre il romanzo con la descrizione del tumultuoso corteo funebre a cui hanno partecipato migliaia e migliaia di persone. Dopo l’uscita del suo nuovo lavoro letterario, Insciallah, Oriana Fallaci va a vivere a New York e si isola da tutti, pubblicando sporadicamente sui quotidiani rabbiose e acute prese di posizione sui temi più brucianti dell’attualità politica. Dopo gli attentati dell’11 settembre 2001 e la scoperta del cancro che l’ha colpita, scrive la controversa e dibattuta trilogia sull’islamismo e sulle radici dell’Occidente: La Rabbia e l’Orgoglio, 2001; La forza della Ragione, 2004; Oriana Fallaci intervista se stessa. L’Apocalisse, 2004. Muore il 15 settembre 2006 a Firenze, dove è sepolta presso il Cimitero degli Allori.
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