Recensioni
Cennini, il nostro Gutenberg da rileggere
«La Nazione» , 16/10/2011


Recensione di Maurizio Sessa

«Per gli ingegni fiorentini nulla è difficile». È il fiero sigillo apposto al secolare genio di Fiorenza da Bernardo Cennini, nato in riva d’Arno nel 1414. Un artista al tempo stesso orafo e tipografo, proprio come il geniale Johann Gutenberg, inventore a Magonza della stampa a caratteri mobili, “scoperta” che segnò una vera e propria «rivoluzione copernicana» ante litteram nel campo del sapere e della comunicazione. Il “Gutenberg fiorentino”, dopo lunghi anni di duro studio e lavoro, ci ha consegnato uno dei primi e più preziosi gioielli dell’arte tipografica nell’italico Stivale. Cennini, in ‘busta paga’ di Lorenzo Ghiberti per la realizzazione delle porte del Battistero, in particolare per quella del Paradiso – fu infatti autore del primo libro a stampa uscito in riva d’Arno, cinquecentoquaranta anni fa, il 7 novembre del 1471. Un raro esemplerare in folio, il suo, diviso in tre parti che raccoglie i commenti del Servio alle Bucoliche, alle Georgiche e all’Eneide di Virgilio. Un esemplare conservato alla Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze di piazza Cavalleggeri. 7 novembre 1471. Data memorabile. Era appena passato qualche anno dall’uscita del De Civitate Dei di Sant’Agostino, considerato il primo libro a stampa italiano, ad opera dei prototipografi Sweynheim e Pannartz, due chierici tedeschi, in quel di Subiaco. E un anno dopo la straordinaria e forse inconsapevole impresa di Bernardo Cennini, l’11 aprile 1472, a Foligno, grazie a Emiliano Orfini, sarebbe stata la volta del primo libro stampato in lingua italiana, un’edizione della Divina Commedia di Dante Alighieri, impressa in trecento copie. Per realizzare il primo libro ‘forgiato’ all’ombra del Campanile di Giotto, Bernardo Cennini si fece assistere dai figli Domenico e Pietro. Un’impresa singolare, innovativa, ricca di difficoltá dettate dalla fusione dei caratteri, dalla stampa e dalle correzioni al testo, che Cennini abilmente affrontò e condusse felicemente in porto. O meglio sotto il torchio. Collaboratore anche del Verrocchio, del Pollaiuolo e di Michelozzo, Bernardo Cennini si spense nel 1498. Le sue spoglie mortali riposano nella chiesa di San Lorenzo. Ma un quesito di fondo rimane insoluto. Cennini era al corrente dell’«arcana» attività tipografica che Gutenberg aveva avviato attorno al 1450? La lapide posta in via Porta Rossa a sua eterna memoria avalla l’ipotesi di un Cennini «ignaro dell’arcane maguntine (di Magonza) sperienze» e quindi «novello inventore della tipografica arte». Agli esperti l’ardua sentenza. Il commento alle dieci ecloghe stampato dalla rinomata officina ‘Cennini & Figli’ viene ora riprodotto, con tanto di traduzione italiana, per i tipi di Polistampa. Un’iniziativa che coniuga la riproposizione di uno dei primi esempi di tecnica a stampa con i caratteri mobili con la solidarietà. La ‘ristampa’ del prezioso incunabolo verrà infatti immessa in vendita a partire dalla prima settimana di dicembre, in tutte le librerie, al prezzo di 48 euro, ma potrà anche essere prenotata con uno sconto di 3 euro, entro il 7 novembre, presso l’editore (055.7378813). Una versione che potrà essere impreziosita dai capilettera realizzati a mano con miniatura in oro zecchino da suor Beata con un’offerta di 30 euro per lettera: il ricavato sarà devoluto alla Fraternità Monastica di Gesuralemme. Il 540º anniversario dell’uscita del primo libro a stampa uscito a Firenze sarà festeggiato il 7 novembre con una giornata ricordo organizzata dall’Accademia delle Arti del Disegno, diretta dal professor Luigi Zangheri, docente di architettura. La ricorrenza, organizzata dall’avvocato Paolo Cantinelli, vice direttore della classe di discipline umanistiche e scientifiche dell’Accademia delle Arti del Disegno, coinvolgerà Biblioteca Nazionale Centrale, Archivio di Stato e Comune, avrà luogo, alle 11, nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio. A ricordare la figura e l’opera di Cennini sarà lo storico Franco Cardini, ordinario di Storia medievale dell’Università di Firenze. Nell’occasione, Poste Italiane provvederanno a uno speciale annullo filatelico che verrà apposto sulla cartolina disegnata dal professor Andrea Granchi.

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