Orario: 16.00-20.00 tutti i giorni Festivi 10.00-13.00 / 16.00-20.00
Dal 5 al 27 maggio 2006
Organizzazione
Eventi
Polistampa
Catalogo
Edizioni
Polistampa
Foto
Alberto
Cipriani Industrial Foto, Firenze
Con
il contributo di
Banco
Desio Toscana
L’Arno a Reggello
“Le
opere che Carlo Testi presenta negli spazi di via Santa Maria, nel cuore
della Firenze d’Oltrarno, generosa di memorie, spirito associativo,
umori popolari di origine sia socialista che cattolica, offrono una nuova
occasione per incontrare una pittura sincera, appassionata, destinata ad
ingabbiare gli spiriti critici più accesi e militanti, in un fare pacato
e onesto.
Tanto
è limpida, la pittura di Testi, da rendere quasi pleonastico qualsiasi
scritto di presentazione.
Come
accadeva in stagioni lontane dell’arte, o forse vicine, ma rimosse in
modo così drastico da farle sembrare e sentire remote, la pittura di
Testi si presenta come un rito privo di particolari scaltrezze.
L’artista
non pretende di servire un banchetto con portate inusitate. Egli offre il
proprio talento pittorico con grazia e senza studiate ritrosie. Testi si
affida al gesto e al colore. La sua composizione è nelle risorse della
sovrapposizione dei colori, nel loro peso materico, nell’equilibrio che
i toni raggiungono sulla tela o sulla tavola.
Poiché
è un lirico puro, non cerca formule speciali, ma solo il modo più
efficace per rendere visivamente il prolungato fascino di un tramonto, o l’emozione
provata di fronte alla natura”.
Inverno
a Venezia
Nel parco delle Cascine
“Solo
questo, la pittura di Testi ci chiede: essere complici e testimoni di una
persistente capacità di emozionarsi davanti a ciò che la vita ci offre.
Egli
non si rivolge ai sofisticati intelletti dei critici militanti; non credo
che le patinate pagine di “Flash Art” o di testate simili, si
apriranno per lui.
La
sua arte genuina è oggi condannata ad essere quasi di nicchia, poiché
non si presta ad edulcorati e ipocriti esercizi speculativi in puro
critichese.
Nei
suoi quadri, ciò che si vede, è. Forse, quest’apparente, basilare
verità è diventata più eversiva di mille esegesi basate sul nulla e
fatte di nulla.
Testi
è una persona di buone letture e non priva di cultura.
Poiché
non gli fanno difetto né la capacità di esprimersi con la parola detta e
scritta, né l’ironia, dote dell’intelligenza, potrebbe mettersi a
dipingere quadri legati da un fil-rouge letterario, ad esempio.
Oppure,
potrebbe dare alla sua pittura un impianto enigmatico, tale da suggerire
la presenza di insospettate chiavi critiche entro e oltre l’opera.
Invece,
continua nel suo pacato esercizio pittorico, si appella alle esperienze e
alla sensibilità del pubblico, e non permette che il suo lavoro artistico
sia turbato da inopportune fregole critiche”.
Marina
a Quercianella
Un cielo rosa a Venezia
“Non
ci sono opere-chiave, nella sua produzione, poiché ogni dipinto pare
conservare, intatta, la medesima capacità di sorprendersi e di guardare
con umiltà i meccanismi, silenziosi ed esatti, della natura.
I
frequenti viaggi in Marocco hanno portato una luce diversa, che talvolta
si è come fusa con la luce toscana, a lui cara e assorbita con voluttà
nelle lunghe ore trascorse nei campi o sulle rive d’Arno.
Fortezza
di Essaouira trattiene una memoria delle terre d’Africa
che Testi non ha calcato come un novello Matisse, o come un erede di
Maestri ottocenteschi; non c’è spazio per un rigurgito romantico e non
c’è materia per una competizione con esiti espressivi dei grandi del
’900 storico.
Ancora
una volta, si è davanti a un’emozione che prende spunto da una
costruzione architettonica, da un’ora del giorno e dalla luce còlta in
un prolungato stato di rapimento sensuale.
È
una situazione interiore, quella che il pittore ci presenta, non un quadro
realizzato secondo i canoni formali acquisiti dal gusto e rimandati dalle
accademie. Non sorprenda, pertanto, che il disegno sia sovente solo un
debole supporto alla pittura.
L’artista
dice attraverso il colore, usato in un modo istintivo e al tempo stesso
sicuro…”