Il Presidente della Fondazione Spadolini Nuova Antologia
COSIMO CECCUTI
e il Presidente dell’Associazione degli Amici della Fondazione Spadolini
ANTONIO MACCANICO

sono lieti di invitare la S.V. alla presentazione del libro di

STEFANO BORSI 
Nicolò V e Roma
Alberti, Angelico, Manetti e un grande piano urbano
EDIZIONI POLISTAMPA



Interverrà
FRANCESCO QUINTERIO


Saranno presenti l’Autore e l’Editore


Giovedì 18 giugno 2009, ore 17.30
Biblioteca della Nuova Antologia
Pian dei Giullari 36/A, Firenze

Il volume raccoglie quattro saggi dedicati al celebre, ma mai adeguatamente indagato, piano urbano elaborato da papa Nicolò V Parentucelli (1447-1455) per Roma. L’intera questione è indissolubilmente legata al ruolo “ispiratore” che di tale piano avrebbe avuto Leon Battista Alberti. Molto spesso la storiografia ha finito per costruire un’immagine in qualche modo deforme dell’intera questione. L’autore ha lungamente indagato l’effettivo ruolo e l’atteggiamento avuto da Alberti durante il breve pontificato di Nicolò, nonché la notevole ricaduta degli umori e dei temi di quel pontificato sull’opera di Leon Battista. Un’indagine di questo tipo consente di leggere con occhi nuovi opere fondamentali dell’umanista – segnatamente il pur frequentatissimo De re aedificatoria, il Momus, la Porcaria coniuratio – e di valutare con maggior precisione il rapporto tra l’opera albertiana – comprese le riflessioni e le sperimentazioni architettoniche – e le esperienze e i programmi. La “questione Nicolò V-Roma” andava liberata il più possibile dalle sedimentazioni delle più recenti ipotesi interpretative, tutte orientate a enfatizzare il ruolo di Alberti o a trovarne i degni sostituti (variamente pescati tra figure di tecnici, burocrati, architetti, letterati), per metterne in evidenza l’estrema complessità, l’articolazione, le profonde motivazioni, il rapporto con la preesistenza e il dialogo con i precedenti, e infine il problema della visibilità complessiva, con Alberti e Angelico interpreti privilegiati ma non univoci, e con Manetti biografo papale impegnato in una prospettiva apologetica dalle molteplici deformazioni e dai molti debiti. Scopo della pubblicazione è quella di restituire alla città, al pontefice e allo stesso Alberti “consigliere”, se possibile, e comunque testimone d’eccezione, una più precisa demarcazione dei propri ambiti e del proprio ruolo.