La S.V. è invitata alla presentazione del libro di

Michele Taddei
Siamo onesti!
Bettino Ricasoli, il barone che volle l’unità d’Italia

Mauro Pagliai Editore

 

Sarà presente l’Autore

Venerdì 3 settembre 2010, ore 18.30
Giglio Porto
Isola del Giglio, Grosseto

 

Bettino Ricasoli (1809-1880) è stato un personaggio centrale nella storia del Risorgimento italiano, ma non solo questo. Gonfaloniere di Firenze negli anni del Granducato, dittatore di Toscana nel 1859-1860, Presidente del Consiglio dell’Italia unita nel 1861 e nel 1866, fu anche fondatore del quotidiano «La Nazione», sperimentatore in agricoltura, “padre” del primo disciplinare del vino Chianti.
In ogni capitolo è raccontato, tramite la viva voce dello stesso barone, un lato della sua vita: l’uomo e la famiglia, l’agricoltore e l’innovatore, il religioso ma anche il mangiapreti, l’uomo di Stato e l’impolitico. Un ultimo capitolo racconta sotto forma di dialogo i rapporti che egli ebbe con altri protagonisti del Risorgimento italiano: Vittorio Emanuele II, Cavour, Garibaldi e Mazzini. Molte sono le sorprese e le curiosità storiche. Ma il libro getta nuova luce soprattutto sul Bettino “privato”, sull’uomo che mal sopportava la livrea imposta dalla corte sabauda, o che si rinchiudeva nel castello di Brolio per condurre con i familiari una vita scandita da regole e orari monastici. Michele Taddei ci fa entrare nel personaggio e scalfire quell’arcigna armatura caratteriale che lo portò a essere ricordato come il Barone di Ferro, per quel suo carattere per nulla malleabile e ancor meno incline ai compromessi.
Il volume interesserà gli appassionati di storia, in particolare dell’Unità d’Italia (di cui si celebrano nel 2010-2011 i 150 anni), ma anche chi ad esempio vorrà scoprire i segreti che portarono alla definizione della formula del Chianti o chi mediante uno spaccato della Toscana ottocentesca vorrà scoprirne le curiosità storiche: il primo treno che attraversò le crete senesi o quello che trasportò Carducci davanti a Bolgheri, le colline del Chianti senese e fiorentino attraverso la via Chiantigiana, la Maremma “amara” grossetana non ancora bonificata dalle paludi, le montagne del Pratomagno rimboschite dal nostro barone, ma soprattutto la Firenze granducale poi Capitale del Regno.
L’appendice iconografica comprende lettere, incisioni, vignette e anche grafiche inedite dello stesso Bettino Ricasoli.

Pubblicazioni correlate: